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Caldo feroce, notti tropicali e Pontedecimo già a 33,3 gradi: Genova resta nella morsa dell’afa

Ultimo weekend di giugno segnato da temperature oltre i 30 gradi sulla costa e picchi ancora più alti nelle vallate. L’umidità fa salire la temperatura percepita e rende il caldo più pericoloso

Genova resta nella morsa del caldo e dell’afa, con un ultimo weekend di giugno segnato da temperature in ulteriore aumento, notti tropicali e disagio fisiologico elevato. La protezione civile del Comune di Genova segnala il consolidamento del promontorio anticiclonico, una configurazione che sta mantenendo condizioni stabili, soleggiate e molto calde su tutto il territorio comunale.

Sulla costa le massime superano diffusamente i 30 gradi, con punte di 32-33 gradi nelle zone più urbanizzate. Nelle aree interne, invece, i valori possono salire ancora di più, oltre i 34-35 gradi. Alle 12:20, il punto più caldo del Comune risultava Pontedecimo, dove la rete dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure registrava 33,3 gradi. Un dato già molto alto, soprattutto perché rilevato prima delle ore normalmente più calde della giornata.

Quelli indicati dalle centraline, però, sono i valori reali della temperatura dell’aria. La temperatura percepita può essere sensibilmente più alta, soprattutto quando l’umidità resta su livelli medio-alti e la ventilazione è debole. In queste condizioni il sudore evapora più lentamente, il corpo fatica a disperdere calore e la sensazione di caldo aumenta. Per questo una temperatura reale di poco superiore ai 33 gradi può trasformarsi, nelle strade assolate, nei quartieri densamente costruiti, nelle fermate dei mezzi pubblici o nelle case poco ventilate, in una percezione molto più pesante, vicina ai 35 gradi segnalati dal sistema di allarme per le ondate di calore.

Il problema non riguarda soltanto le ore centrali. La protezione civile comunale segnala anche minime ampiamente superiori alle medie climatologiche: nella notte appena trascorsa i valori sono rimasti compresi tra 26 e 28 gradi sulla costa e tra 23 e 25 gradi nelle aree interne. Questo significa che la città non riesce a raffrescarsi davvero neppure di notte. Gli edifici trattengono calore, l’asfalto lo rilascia lentamente e l’organismo ha meno possibilità di recuperare dopo una giornata di esposizione prolungata.

Già nella giornata precedente Genova era entrata in una fase critica, con tre giorni consecutivi di livello 3 per le ondate di calore. Il livello 3 è il più alto nel sistema di allarme per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute e segnala condizioni potenzialmente rischiose non solo per anziani, bambini e persone fragili, ma anche per la popolazione generale in caso di esposizione prolungata, attività fisica intensa o permanenza in ambienti non climatizzati.

Il quadro meteo resta quello di una stabilità solo apparentemente innocua. Il cielo sereno o poco nuvoloso, il mare calmo o poco mosso e i venti deboli a regime di brezza possono far pensare a giornate ideali per stare all’aperto, ma la combinazione tra sole, umidità, scarsa ventilazione e temperature elevate rende il caldo particolarmente insidioso. Nelle zone interne non sono esclusi isolati fenomeni temporaleschi pomeridiani, ma sulla costa il dato dominante resta l’afa persistente.

Le conseguenze possono essere concrete: disidratazione, cali di pressione, crampi, affaticamento, confusione, colpi di calore e peggioramento di patologie cardiache, respiratorie o metaboliche. I più esposti sono anziani, bambini, persone con malattie croniche, chi assume farmaci, chi vive solo, chi abita in appartamenti poco ventilati e chi lavora all’aperto. Particolare attenzione anche per operai dei cantieri, addetti alla manutenzione, rider, persone senza dimora, turisti e cittadini costretti a lunghi spostamenti nelle ore più calde.

Le precauzioni restano decisive: evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali, bere spesso anche senza aspettare la sete, limitare gli sforzi fisici, consumare pasti leggeri, usare abiti chiari e traspiranti, cercare ambienti freschi e controllare le persone fragili, soprattutto se sole. Attenzione anche agli animali domestici, che devono avere sempre acqua a disposizione e non devono essere portati sull’asfalto rovente nelle ore centrali né lasciati in auto, nemmeno per pochi minuti.

Con Pontedecimo già a 33,3 gradi prima del primo pomeriggio, massime oltre i 30 gradi sulla costa, umidità elevata e notti senza reale tregua, il caldo di questi giorni non è soltanto fastidioso. È una condizione da gestire con prudenza, perché la temperatura che si sente addosso può essere molto più pesante di quella scritta sul termometro.


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